Chi è l amministratore di sostegno ?

Quando è necessario un amministratore di sostegno?

Quando il proprietario della casa versa in uno stato di incapacità di intendere e volere.

Chi può essere l’amministratore di sostegno?

Una persona a lui vicina come un parente stretto o una persona designata dal tribunale.

Vediamo nella pratica in maniera semplice la procedura da seguire per la sua nomina.

Se il proprietario della casa si trova in uno stato di incapacità di intendere e volere connesso a problemi di salute, per poter vendere la casa sarà necessario provvedere a far nominare o un amministratore di sostegno o un tutore (a seconda della gravità dello stato di salute e della possibile durata dello stato di infermità).

Solo se il proprietario sarà assistito da un amministratore di sostegno o da un tutore, sarà possibile procedere alla vendita del bene immobile.

Spesso accade che il patrimonio del beneficiario sia in sè inutile al suo proprietario ed anzi diventi una zavorra costosa ed in corso di svalutazione.

Oltre a ciò può accadere che l’amministratore di sostegno abbia la necessità di procurare risorse liquide per garantire al beneficiario cure ed ospitalità.

In questo frangente può essere necessario poter alienare eventuali immobili di proprietà del beneficiario per provvedere alla cura degli interessi del medesimo. Al fine di raggiungere l’obiettivo prefissato sarà necessario munirsi di apposita autorizzazione del Giudice Tutelare.

Quindi per ottenere la nomina di un amministratore di sostegno è necessario presentare un ricorso al giudice tutelare del luogo in cui la stessa risiede o ha il domicilio.

Il ricorso può essere presentato anche dalla persona interessata a fare l’amministratore di sostegno, ma è fortemente consigliato rivolgersi a un legale.

Oltre a ciò il ricorso dovrà essere corredato da diversi documenti tra cui la documentazione medica che dimostri lo stato di salute attuale della persona incapace di intendere e volere.

Il giudice tutelare valuterà lo stato di salute del soggetto e in base alla sue valutazioni deciderà se nominare un amministratore di sostegno o un tutore (sarà nominato un tutore nel caso in cui il giudice ritenga che sia meglio provvedere all’interdizione della persona).

Poi sarà l’amministratore di sostegno o il tutore (che può essere anche un parente) a chiedere al tribunale l’autorizzazione a vendere il bene immobile: sarà quindi il Tribunale a decidere se autorizzare il tutore o l’amministratore di sostegno a vendere l’appartamento. A tal fine dovrà essere fornita al giudice un perizia giurata da tecnico abilitato che stabilisca il valore dell’immobile.

Se il tribunale autorizzerà la vendita fisserà sempre il prezzo minimo della vendita.

La somma che sarà poi incassata, se la vendita andrà a buon fine, sarà destinata agli scopi che deciderà il tribunale o il giudice tutelare (il prezzo della vendita della casa, cioè, sarà utilizzabile solamente per gli scopi che il tribunale o il giudice tutelare avranno stabilito)

Quindi verrà aperto dall’amministratore di sostegno un conto corrente, dedicato al soggetto interdetto dove far confluire la somma ricavata dalla vendita

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Avv. Pessiu Maria Bonaria

 

 

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